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KARATE

Maestro WALTER PULCI

Il corso di karate, stile Wado Ryu, de Le Cupole, è diretto dal Maestro Walter Pulci, un atleta molto preparato sia sul kumite che sui kata. Il suo lavoro è coadiuvato da altri maestri di grande rilievo, che si occupano di perfezionare o sviluppare alcuni dettagli dell’insegnamento. Possono iscriversi bambini, ragazzi ed adulti e ognuno può partecipare durante l’anno a diverse competizioni, sia di kata che di kumite.

Ogni allievo verrà affiliato a due federazioni di karate, al fine di poter effettuare un maggior numero di esperienze ed avere più occasioni nel caso di una buona riuscita.
Non è infatti raro che alcuni atleti allenati dal Maestro Walter Pulci e dai suoi collaboratori, riescano ad imporsi sul panorama nazionale o europeo.

Continua a leggere per capire se il karate è la disciplina che fa per te.

 

Il Karateka è anzitutto un Gentiluomo

Lo studio del karate oltre ad essere una pratica sportiva deve, anche e soprattutto, essere un modo di vivere. Pertanto il Karateka, da buon gentiluomo, deve avere spirito di solidarietà, lealtà e altruismo. Succede talvolta però che tante buone persone, alle quali all’occorrenza non difettano queste doti, si comportino, in altre occasioni, da perfetti maleducati.

Alle regole di buona educazione (delle quali il karateka deve essere in ogni modo e dovunque un esempio) il praticante delle arti marziali deve aggiungere il rispetto delle regole peculiari della propria disciplina. Tanti non sanno, per esempio, che ogni volta che si entra ed esce dal Dojoè necessario eseguire il saluto (anche se si è da soli), che ogni volta che si desidera (per motivi eccezionali al di fuori dell’orario d’inizio/termine lezione) salire sul tatami è necessario chiedere, in modo discreto, il permesso al Maestro e che il comportamento sul tatami, e nelle vicinanze, deve essere sempre e comunque impeccabile (educato, controllato e certamente mai troppo rilassato).

Tali aspetti, che rappresentano solo una parte esemplificativa delle regole da seguire, dovrebbero con il tempo diventare un “modus vivendi” del buon karateka. Infatti, il fine ultimo delle arti marziali non è solo quello del raggiungimento dei risultati sportivi ma piuttosto quello di unacrescita personale che ci porti ad affrontare con equilibrio, calma e maturità tutti i problemi, piccoli o grandi della vita.

A tal proposito si vuole evidenziare (anche se si è certi che tale aspetto è ben chiaro ai nostri allievi) che la parola karate non si traduce certamente con la parola violenza. Tale parola infatti non ha niente a che vedere con la vera arte marziale.

Karate non è sinonimo di violenza, ma di rispetto e controllo

Ogni lezione inizia e termina con il saluto, ciò a significare massimo rispetto e reciproco impegno dare il meglio di noi stessi per progredire insieme. Con il controllo delle tecniche durante gli allenamenti impariamo a controllare anche i nostri istinti, a dominare il nostro corpo con la mente.

Il controllo dei colpi e il massimo rispetto per i compagni d’allenamento fanno sì che il karate non sia violento ma vinca la ciolenza proprio attraverso il dominio di noi stessi.

SALA F

BAMBINI  2010/2011/2012

MARTEDÌ e GIOVEDÌ

17:00-18:00 

RAGAZZI  2005/2009

MARTEDÌ e GIOVEDÌ

18:00-19:00 

AGONISTI  2004 IN POI

MARTEDÌ e GIOVEDÌ

19:00-20:30 

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